sabato 1 luglio 2017

Indigeni

   Per comprendere i fatti e gli avvenimenti storici che si sono svolti nel territorio in cui è compreso Monte Cofano è indispensabile ripercorrere in breve la storia della Sicilia e soffermarsi sulle vicende dei popoli che l’hanno popolato. Appariranno in tal modo fin troppo evidenti  le relazioni che intercorrono tra questi ultimi e la cittadina ubicata sulla vetta del Monte Erice che è stata per diversi secoli la protagonista degli eventi verificatisi nel territorio trapanese.  
   La storia dei Comuni e delle contrade della fascia litorale Nord-occidentale del territorio di Trapani che si estende dal capoluogo fino a San Vito Lo Capo, ha fatto, per lunghissimo tempo, parte integrante della storia di Erice, sicché per millenni le vicende di questi luoghi hanno seguito, spesso marginalmente, il processo storico della cittadina ericina.
   Questo processo ha avuto inizio dagli inizi della storia attraverso popoli come Sicani, Elimi, Fenici, Greci, Romani ed è continuato con Arabi, Normanni, Svevi, Spagnoli e Borboni: tutti popoli che si sono avvicendati sull’Isola lasciando un’impronta indelebile del loro passaggio. Pertanto i periodi  in cui generalmente si suddivide la storia della Sicilia evidenziano il legame esistente tra la città di Erice e il monte Cofano che del territorio ericino fa parte.  
i popoli indigeni dislocati sul territorio siciliano
   Il primo periodo storico  mette in evidenza i rapporti tra i popoli indigeni e i nuovi arrivati che si introdussero nel territorio, questi primi contatti furono sostanzialmente di favorevole convivenza umana (se proprio non vogliamo chiamarli pacifici).
   Per concorde testimonianza della tradizione letteraria greca, che fa capo allo storico ateniese Tucidide 1., quando nell’VIII secolo a.C. i primi coloni greci si stanziarono in Sicilia (libro VI, Storie), trovarono l’isola abitata da tre stirpe indigene ben differenziate: Sikani, Siculi ed Elimi. Altresì i dati archeologici ci confermano in quel periodo nell’Isola l’esistenza di facies culturali contemporanee ma che avevano assunto caratteristiche specifiche: una nella Sicilia occidentale e identificabile con i Sikani, l’altra nella Sicilia orientale e identificabile con i Siculi. 
   Quanto agli Elimi, sappiamo che abitarono l’estremità occidentale della Sicilia e, almeno secondo quanto affermano le fonti, che vi arrivarono dopo la guerra di Troia (1200 circa a. C.), forse esuli. Sull’origine dei Sikani Tucidide (VI, 2-5) narra che fossero Iberi e che furono sospinti nella parte più occidentale dell’Isola dopo l’arrivo dalla penisola italiana dei Siculi. Sul passaggio dei Siculi in Sicilia Tucidide dice che questo è stato possibile con venti favorevoli e navigando su zattere. La data del loro arrivo, che deve essere avvenuta in epoca storica, è ignota e la vera differenza tra questi due gruppi, Sikani e Siculi, seppure è mai esistita, non è ancora ben chiara. Dopo l’arrivo degli Elimi, che si stanziarono ai loro confini, i Sikani furono assimilati dando vita ad un’unica cultura indigena, e i due popoli insieme furono chiamati con il nome di Elimi solamente. 
Erice, Porta Spada
mura elimo-puniche sec. VIII-VI
   Gli Elimi fondarono Erice sul monte omonimo e Segesta sul Monte Barbaro con sbocco a mare nelle immediate vicinanze. Anche le località verso la costa si trovarono in area elima che era controllata da Erice, la quale fu anche dominata dall’influenza punica, basti pensare alla costruzione delle mura di cinta
   I Fenicio-punici con il loro centro più importante che fu Mozia, meritano un cenno a parte.
Nota
1.  Fonte di Tucidide è la Storia della Sicilia (Tà Sikelikà) di Antioco di Siracusa, storico siceliota vissuto nel V sec. A. C. la cui opera, perduta, è confluita in quella di Tucidide.



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