lunedì 19 giugno 2017

La grotta di Levanzo

   Anche se non si trova sulla terraferma e nell’area che stiamo trattando, si inserisce nel numero delle grotte litoranee la grotta di Cala dei Genovesi scoperta nell’isola di Levanzo (i Genovesi una volta erano proprietari dell’isola), nell’arcipelago delle Egadi, e che è stata considerata la più interessante delle grotte del trapanese e una delle più significative dell’area mediterranea.
l'isola di Levanzo
   Si trova sulla costa occidentale dell’isola di Levanzo a circa 30 metri s.l.m. ed è più facilmente raggiungibile in barca (per visitarla bisogna rivolgersi al custode) perché a piedi dista  mezz’ora di cammino dal paese.
   La grotta vera e propria è preceduta da una avangrotta naturale che si apre sulla cala. Nella parte anteriore della grotta sono stati trovati resti di animali del Paleolitico Superiore e arnesi di selce fino ad arrivare al tardo Neolitico. Il retrogrotta, a cui si accede attraverso uno strettissimo cunicolo, è più interessante perché è quella nella quale si trovano le incisioni paleolitiche oltre alle numerose pitture di età più recente.
   I graffiti raffigurano diversi animali del periodo quaternario come il cervus, il bos, l’equus nonché alcune figure umane che portano maschere a testa di uccello come quelle della grotta dell’Addaura sul monte Pellegrino a Palermo.
i dipinti all'interno della grotta
   Le figure, nell’insieme, sono poco visibili se non vengono illuminate e sono in tutto 33: 29 animali e 4 umane. Lo stile  artistico è caratterizzato da una certa essenzialità grafica,  tipica dell’arte mediterranea così semplice e lineare, quasi geometrica. Le incisioni risalgono a circa 12.000 anni fa.
  Quanto al secondo gruppo di figure che sono dipinte, in nero o rosso: alcune rappresentano uomini con le gambe divaricate ed altre sagome femminili a forma di violino; sono disegnati anche mammiferi e pesci. Tra i pesci sono riconoscibili i tonni, tre in tutto.