domenica 2 luglio 2017

Colonizzatori

   Nell’VIII secolo a. C., quando nella Sicilia orientale arrivarono i colonizzatori greci, i Fenici avevano già le loro basi commerciali nell'Isola, ma preferirono spostarsi nella parte occidentale per poter svolgere più liberamente le loro attività commerciali. La Sicilia restò in questo modo divisa in due zone: quella occidentale di influenza fenicia e quella orientale di influenza greca che, sul versante meridionale, arrivava fino a Selinunte. Ne rimaneva decisamente escluso, quindi, tutto il litorale trapanese che non ha mai risentito della cultura greca.
   Anche riguardo la colonizzazione fenicia in Sicilia le notizie sono incerte, possiamo contare su un solo punto di riferimento, attendibile perché suffragato dalle testimonianze archeologiche: la fondazione dell’isola di Mozia nella laguna dello Stagnone, di fronte il litorale compreso tra Trapani e Marsala. A giudicare dai reperti ritrovati sembra che la città fosse nata come centro commerciale alla fine dell’VIII secolo a. C. La colonia divenne il più importante dei tre insediamenti fenici della Sicilia (gli altri due erano Panormo e Solunto).
   Si intuisce già come i punici abbiano potuto estendere in modo così uniforme la loro influenza economica e politica sul territorio vicino, essendo ben piazzati a Erice e a Mozia.
Mozia: alcuni resti
   Data la pratica dei traffici commerciali di questo popolo, gli scambi di prodotti con i popoli indigeni e con le colonie greche viciniori, si suppone, dovettero essere numerosi e anche pacifici. Anche se di stirpe e di cultura diversa, i fenicio-punici di Mozia furono notevolmente influenzati dalla superiorità della cultura greca.
   In un primo momento i rapporti tra i due colonizzatori, pur praticando greci e fenici le stesse attività legate ai traffici commerciali, furono amichevoli e di reciproci scambi, come è documentato anche dai dati archeologici; successivamente si incrinarono arrivando perfino a scontri armati, come dimostra la distruzione di Mozia da parte dei greci di Siracusa nel 397 a. C.
Mozia, il cothon
   Quanto ai contatti tra Mozia e Cartagine, che si trovava solo a qualche giorno di navigazione, sulla costa tunisina, essi furono  molto stretti e qualche secolo più tardi, durante le guerre puniche in Sicilia, Mozia fu utilizzata dai cartaginesi come base militare per gli attacchi contro Roma.
   Dopo la distruzione di Mozia, gli abitanti sopravvissuti si trasferirono sulla terraferma, anzi pare che Lilybaeum, la città di Marsala, accogliesse i superstiti. Quando l’impero cartaginese, ormai al culmine della sua potenza economica e militare, iniziò la sfida diretta con Roma, Lilybaeum, Drepanon (l’odierna Trapani) ed Erice restarono immediatamente coinvolti  nello scontro tra le due rivali.


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