domenica 9 luglio 2017

La vicenda di Dorieo

    Apparentemente sembra che non ci possa essere alcun nesso tra il personaggio di Dorieo e monte Cofano, ma non è così se è dato per scontato che, storicamente, le vicende di Cofano sono legate a quelle di Erice a cui va riferita la vicenda di Dorieo.
   Dorieo era un principe spartano che, negli ultimi decenni del VI secolo a. C. (ormai verso la fine del grande esodo greco che aveva dato vita alla Magna Grecia), con un’impresa che era stata approvata ufficialmente da Sparta, aveva fondato la città di Eraclea presso il monte Erice.  

   Racconta Erodoto, che Dorieo giunse nel territorio di Erice dove fece erigere la città di Eraclea Sicula, la quale venne distrutta nel 480 a. C. dagli eserciti alleati delle popolazioni indigene. Lo stesso Dorieo pare sia caduto in battaglia, i superstiti, invece, fuggirono presso i greci di Selinunte (ultimo avamposto greco nella Sicilia meridionale) stabilendosi nella città di Minoa, che in seguito prese il nome di Eraclea Minoa.


   Il tentativo di Dorieo di costituire un avamposto greco nel territorio ericino era fallito perché aveva incontrato ostacoli soprattutto da parte dei fenicio-punici i quali erano quelli che opponevano la maggiore resistenza alla penetrazione greca, avendo essi il monopolio politico ed economico del territorio.
   In realtà, forse, visto che la colonia fondata da Dorieo non ebbe tempo di prosperare, le condizioni non erano più tanto favorevoli per la fondazione di nuove colonie lungo le coste della Magna Grecia e in quelle occidentali della Sicilia.
   Nel territorio che corrisponde grosso modo a quello di Trapani, per un lungo periodo di tempo, prima che giungessero i Greci, convivevano pacificamente etnie diverse come Sicani, Elimi, Fenici. Dalla metà dell’VIII secolo in poi, dopo la fondazione delle prime colonie nella Sicilia orientale, i greci si spinsero sempre più ad ovest cercando di colonizzare i territori occidentali, ma non riuscirono facilmente come l’esempio di Dorieo dimostra. Nuovi colonizzatori e popoli indigeni, ai quali si erano assimilati i punici, mantennero tra di loro rapporti di buon vicinato fino a quando i nuovi arrivati non cercarono di estendere forzatamente la propria influenza nei territori degli altri.
   Questa introduzione della fondazione e distruzione di Eraclea è servita per spiegare quale erano i rapporti tra le popolazioni che abitavano nel territorio ericino. Se non è azzardato immaginarlo si potrebbe già parlare di tentativi di convivenza multietnica, in principio mal riusciti, ma che si realizzeranno pacificamente in epoche successive.
Nota
   La fonte storica più autorevole che può fornire un quadro chiaro delle condizioni di popolamento in Sicilia prima dell’arrivo dei Greci resta Tucidide. Gli approfondimenti sul fenomeno della colonizzazione greca si rimandano alla lettura del grande storico greco. Per la vicenda di Dorieo mi sono affidata ai miei appunti su un corso monografico di storia greca (Studi dell’Università di Palermo).







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