lunedì 18 novembre 2019

La Sicilia borbonica


   In seguito alle guerre di successione spagnola ed austriaca, con il trattato di Utrecht la Sicilia venne assegnata a Vittorio Amedeo II, duca di Savoia (1713-1721) e poi a Carlo VI d'Austria (1722-1734).
Nel 1734 una spedizione spagnola riuscì ad occupare l'Isola che passò così sotto il regno di Carlo III di Borbone. Ebbe inizio in questo modo la dominazione borbonica che durò fino al 1860 e fu caratterizzata da una vasta politica di riforme nel campo economico, commerciale, fiscale e religioso. Durante tutto questo arco di tempo, non breve, furono anche promosse opere pubbliche e la creazione di opere pie per l'assistenza ai poveri e agli ammalati.
   I fatti legati ai vertici della monarchia borbonica che ebbero un impatto maggiore sulle sorti della Sicilia furono quelli riguardanti il 1812 quando Ferdinando IV (come re di Napoli) di Borbone, fuggendo da Napoli occupata dai Francesi, riparò in Sicilia (essendo anche re di Sicilia) concedendo ai Siciliani la Costituzione.
L'Italia dopo la Restaurazione del 1815
   

   Le aspettative dei Siciliani erano tante, ma con il Congresso di Vienna (1815) Ferdinando IV (diventato Ferdinando I come re del Regno delle Due Sicilie) avendo avuto restituito il regno, restaurò un governo assoluto e revocò la Costituzione (concessa e approvata dal Parlamento siciliano) con la quale si dichiarava la Sicilia indipendente dal Regno di Napoli. L'abolizione della Costituzione facilitò il compito alla Carboneria di affiliare adepti tra le classi più elevate.
   Negli anni seguenti i Siciliani, insofferenti all'oppressione, manifestarono il desiderio di libertà e di indipendenza con i ben noti moti liberali che prepararono la strada alla spedizione dei "Mille".


   Questa in sintesi la successione degli avvenimenti. Secondo gli storici, comunque, il periodo borbonico non va additato come negativo del tutto perché furono parecchi gli interventi che vennero attuati dai Borboni in opere di utilità generale e di assistenza sociale.
   Della dinastia borbonica che regnò in Sicilia, Ferdinando II fu, come viene menzionato sui libri di storia, il monarca più oppressivo e restauratore. Morto nel 1859 gli successe il figlio Francesco II che rimase sul trono solamente un anno.
A rendere inviso ai Siciliani il governo borbonico era stato il regime poliziesco che opprimeva le aspirazioni dei liberali isolani e che era diventato particolarmente rigoroso dopo i moti rivoluzionari.
   Non negativa viene invece considerata la dominazione borbonica riguardo alle opere pubbliche e alle attività che diedero impulso al commercio e resero fiorenti le industrie locali; ad esempio furono costruite strade per favorire le comunicazioni interne, furono aboliti i "carricatori" pubblici, venne istituita la libera macellazione delle carni, furono diminuiti i dazi sui cereali, furono istituite Casse rurali per agevolare l'agricoltura e venne attuata l'unità monetaria che migliorarono la vita delle popolazioni del Sud.

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