sabato 25 marzo 2017

Grotte del litorale trapanese

   Riporto qui  i nomi di alcune grotte preistoriche del trapanese, con la relativa descrizione geografica e culturale e con il nome dell’esploratore o ricercatore a cui si deve la  scoperta-conoscenza. Il percorso ha inizio dal litorale tirrenico che da Trapani-Pizzolngo giunge fino alla Riserva dello “Zingaro.  
parete grotta Emiliana
interno  grotta Emiliana

   La prima grotta che si incontra sulla strada che da Trapani porta a Bonagia è la Grotta Emiliana. Si trova all’altezza di circa 60 m.s.l.m. ed è una delle più ampie grotte del litorale. Essa fu esplorata da Dalla Rosa nel 1869 e da allora l’esplorazione è stata successivamente ripresa in tempi più recenti. Tra il materiale osseo, individuato dentro la grotta, c’è la zanna di un elefantino nano che durante il Paleolitico abitava in questi luoghi. Le ossa di cervus elefus, di equus caballus e sus scrofa costituiscono, però, il deposito più ricco ed interessante della grotta.
  
   La Grotta Polifemo si trova nei pressi di Bonagia, vicino alla Grotta Emiliana. E stata esplorata nel 1963 da Francesco Torre che vi ha rinvenuto resti di fauna locale e selci. Le pitture sulle pareti sono di età neolitica, segno che la grotta fu abitata anche in tale età. Entrambe queste ultime grotte sono ubicate nel Comune di Valderice.
grotta Mangiapane
   Tra le grotte del litorale di Custonaci la più nota è la grotta Mangiapane, che
è ubicata a ridosso del costone di Scurati ed è detta anche grotta di Scurati. Mangiapane è il nome della famiglia che vi ha vissuto per parecchio tempo fino agli anni ’50. Si trova a circa 60 metri s.l.m. ed è di vaste dimensioni, con una larghezza di 13 metri e una profondità di 60 metri.
Comprende all'interno un  borgo di piccole case, abitate fino alla metà del ’900 e diviso da una stradina in basolato di pietra. Ogni anno, nel periodo natalizio, la grotta diventa lo scenario naturale del famoso Presepe Vivente. E' facile arrivarci sia da Scurati che da Cornino attraverso una strada non asfaltata ma carrozzabile.
   Accanto ad essa si trovano sul posto altre cavità naturali di dimensioni più piccole e dalle caratteristiche morfologiche insolite ancora oggi usate come ricovero per gli animali e inserite, a Natale, nell' allestimento scenico del Presepe.
  
interno grotta Buffa
La grotta Buffa si trova dietro la grotta Mangiapane e più verso Cofano ad una altitudine di circa 60 metri s.l.m. Si presenta con una sala ogivale larga 4 metri e profonda 24 metri. E' considerata una  delle grotte più importanti del trapanese per la quantità di manufatti litici raccolti tra i quali 500 utensili ed armi in pietra, oltre a moltissimi resti ossei di animali. La prima volta che l'ho visitata all' ingresso erano evidenti segni di scavi recenti, sicuramente clandestini. La strada per raggiungerla è
 facilmente percorribile fin sotto la grotta, sia a piedi che in macchina, ma poi bisogna arrampicarsi tra le rocce per arrivarci direttamente.
  
grotta del Crocifisso
   La grotta del Crocifisso si trova sul lato nord di Cofano a circa 60 metri s.l.m. precisamente dentro la “Riserva naturale orientata di monte Cofano”. Prende il nome da una piccola edicola sottostante che custodisce al suo interno un crocifisso e che fino a pochi anni fa, era meta di pellegrinaggi. La grotta si presenta con un corridoio ogivale largo 6 metri e profondo circa 23 metri che si allarga verso l'interno in un cunicolo orizzontale.  Lo strato archeologico è ancora intatto. La grotta si può raggiungere attraverso il sentiero che costeggia monte Cofano e poi inerpicandosi
fino ad essa..
  
interno grotta Miceli
La grotta Miceli si trova a ridosso delle abitazioni di Scurati ed è di proprietà della famiglia Miceli che la usa come deposito di attrezzi agricoli. Si presenta con una sala rotonda a forma di forno larga 5 metri e profonda 12 metri. E’ ritenuta tra le grotte più importanti perché sulle pareti interne sono state rinvenute incisioni risalenti a più di 20.000 anni fa. E' facilmente accessibile perché collegata direttamente con la strada asfaltata.
Rocche di Rumena, abitazioni
davanti la grotta 
   
   La Grotta Rumena è sita nel Comune di Custonaci ed è accessibile dalla strada che costeggia le Rocche di Rumena, località che dà il nome alla grotta. Fu esplorata dal Vaufrey nel 1925. Ha una sala esposta a nord-ovest, larga tre metri e profonda 12,13 metri. L’insediamento umano nella grotta va dal Paleolitico fino ai giorni più recenti. Data la sua ampiezza, durante le invasioni saracene fu usata come fortificazione. L’intervento dell’uomo nel corso del tempo ha modificato lo spazio al suo interno distribuendolo come in una normale abitazione. La grotta ha un portone esterno per accedere all'abitazione.
   Nel Comune di San Vito Lo Capo si trova la Grotta del Racchio. La grotta si distingue in due parti: un’antegrotta, larga 10 metri e lunga 5 metri, e una camera interna profonda 25 metri. Anche questa grotta fu esplorata per la prima volta dal Vaufrey nel 1925. Al suo ingresso, sulla parete sinistra, sono state individuate dal Mannino figure lineari che fanno pensare ad un rituale magico per scacciare gli spiriti maligni; un altro gruppo comprende due cervi in stile naturalistico (simili alle incisioni scoperte nella Grotta di Cala dei Genovesi a Levanzo). Oltre ad essere un sito di importanti graffiti, la grotta si è rivelata un ricco deposito di materiale litico del Paleolitico Superiore.
grotta dell'Uzzo
   Dentro la Riserva dello Zingaro si trova, la Grotta dell’Uzzo,  sicuramente una delle meglio conosciute del litorale trapanese. Così denominata dal luogo dove si trova, contrada Uzzo, è posta a 60 m. s.l.m. ed è raggiungibile, tramite un facile sentiero, dall’entrata alla riserva, dal lato di San Vito. E una grotta di origine marina di eccezionale ampiezza: larga e profonda 50 metri ed alta 45 metri.
   E’ stata esplorata diverse volte dal Vaufrey nel 1927, dal Borzatti nel 1968, dal Mannino nel 1973. Le campagne di scavi  più importanti sono state quelle del 1976 e del 1978 effettuate da Piperno e Tusa i cui studi sono stati pubblicati. Dai ritrovamenti si deduce che la grotta è stata frequentata dal Paleolitico Superiore al Neolitico. Oltre al numeroso materiale litico che testimonia la vita dell’insediamento presente nella grotta, gli scavi hanno dato alla luce una ricca necropoli mesolitica.





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