sabato 12 settembre 2026

Le autonomie dei paesi dell’agro ericino

   Con le autonomie degli ex-paesi ericini si era diversificata l’economia di buona parte del territorio, una volta solo rurale, con il conseguente ridimensionamento del ruolo di Erice come polo di riferimento politico ed economico. Sganciandosi dal vecchio capoluogo ericino che ne aveva segnato e frenato il cammino per diversi secoli, ciascuno ha percorso strade diverse. 

Interno chiesa di San Vito
Valderice, Custonaci, San Vito Lo Capo e Buseto Palizzolo alla fine hanno trovato una loro precisa  fisionomia  sociale ed economica. Lo sviluppo economico di questi paesi oggi ha superato quello del vecchio comune di appartenenza e dipendenza. A volte i rapporti tra qualche comune non sono stati buoni come tra Custonaci ed Erice a causa delle controversie e delle rivalità reciproche: Erice, orgogliosa della sua posizione e del suo passato, ha cercato di impedire alla piccola contrada di ingrandirsi come centro urbano im modo da non poter continuare ad ospitare il prezioso e sacro dipinto della famosa Madonna che, per qualche tempo, fece anche la spola tra i due paesi. Oggi, comunque, gli attriti non esistono più ed entrambi i comuni hanno una propria fisionomia economica.  

Negozio di ceramica a Erice
Erice si è concentrata sulla produzione artistica della ceramica, sull’artigianato dei tappeti e sulla pasticceria tradizionale puntando sull’esportazione di questi prodotti e sulla vendita diretta visto che attira un gran numero di turisti nella stagione estiva e primaverile. È stata invece l’attività estrattiva del marmo che ha aiutato il centro urbano di Custonaci e le sue contrade ad uscire definitivamente dall’orbita di Erice. Il nuovo aspetto economico-marmifero, assunto a partire dall’ultimo dopoguerra si è sovrapposto a quello agricolo, è stata la molla che ha portato il paese a diventare comune autonomo nel 1948. Altre attività si sono poi aggiunte a quella tradizionale come l’artigianato e la zootecnia. 

Spiaggia di San Vito Lo Capo
Lo sviluppo di San Vito Lo Capo è stato diverso perché il paesino, da piccolo centro di pescatori, è riuscito con un progetto mirato e ambizioso a diventare una delle mete preferite del turismo balneare non solo siciliano ma nazionale. È stato soprattutto il ‘Cous-cous fest’, una manifestazione che si ripete con successo ogni anno a dare una dimensione internazionale e soprattutto mediterranea alla cittadina. Buseto Palizzolo è stato costituito a comune nel 1950. Circondato da colline verdeggianti ha anch’esso una vocazione agricola con la maggior parte delle sue abitazioni disseminate sul territorio definito da antichi casali, bagli e masserie che accolgono un turismo rurale. Le aspirazioni di altre piccole frazioni sottostanti Erice dopo che le altre contrade legate a Erice si erano costituite autonomamente non poterono più essere ignorate e nel 1955 si staccarono anch’esse dalla Vetta dando vita a un nuovo comune che prese il nome di Paparella-San Marco  che diventò Valderice nel 1958.

Panorama sul golfo di Bonagia
La vasta area è disposta in posizione favorevole che va dalla collina fino a una degradante pianura che arriva al mare. I trapanesi lo preferiscono come luogo di villeggiatura per la temperatura mite durante il caldo estivo. Riguardo a monte Cofano, le cui vicende storiche erano state per molto tempo legate ad Erice assumendo un valore marginale all’interno dell’agro ericino, è riuscito anch’esso a vivere finalmente di luce propria. Da luogo periferico e senza uno specifico significato, dal giugno del 1999, in occasione dell’istituzione della Riserva, è stato rivalutato dal punto di vista naturalistico anche se merita una rivalutazione più completa.

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