martedì 28 febbraio 2017

Sul primo popolamento in Sicilia

   Di recente ho rivisitato i miei appunti su monte Cofano e sul territorio ericino con l'intenzione di pubblicarli. Ho cominciato ad analizzarli e ho suddiviso il materiale per periodi (l'idea mi sembrava buona) dandogli un titolo che lo rappresentasse. Ho pensato che in questo modo sarebbe stato più facile far emergere, per ogni epoca storica, le vicende principali di quest'area. Ho ritenuto indispensabile agganciare le vicende locali a quelle dell'intera Sicilia per delineare un quadro d'insieme più chiaro e comprensibile, puntando su riferimenti precisi di cui ero a conoscenza per i miei studi classici o per le ricerche effettuate presso la Biblioteca Fardelliana di Trapani.     La storia della Sicilia è ricca di avvenimenti e sono molte le testimonianze arrivate fino a noi: popoli diversi l'hanno popolata nei millenni e ognuno di essi ha lasciato un segno tangibile nella cultura, nell'arte e nella lingua. Se vogliamo capirla meglio dobbiamo iniziare dai primordi cioè dalla prima presenza umana sull'Isola.     Sul primo popolamento in Sicilia l’ipotesi più accreditata è che i popoli che arrivarono migrassero dal Nord Africa. Il passaggio in Sicilia di genti provenienti dal Nord Africa sarebbe stato favorito dalla distanza minima che c’è tra le due coste.  
    Sul periodo degli arrivi si è orientati a pensare al tardo Paleolitico, ma il lungo periodo del Paleolitico, distinto in Inferiore e Superiore, è ancora oscuro ed è quindi difficile da determinare cronologicamente.
   La presenza dell’uomo sull’Isola durante il Paleolitico Inferiore è ritenuta probabile in seguito alle scoperte sulla costa dell’agrigentino, ma si sta ancora verificando su questa possibilità.
   L’uomo in Sicilia nel Paleolitico Inferiore sarebbe stato presente con lhomo abilis e con l’homo erectus e una ricerca scientifica più estesa, certo, potrebbe darci molte risposte sulla loro effettiva presenza sull’Isola. Alcuni studiosi dicono che ci sia una correlazione tra la cultura del Paleolitico Inferiore in Sicilia e quello del Nord Africa.
   Ma, secondo il Torre (uno studioso locale), questa correlazione non è riferibile allo stesso ceppo di individui che passarono oltremare, piuttosto ad una nascita spontanea di ceppi separati, nati in ambienti simili dal punto di vista geografico.      
    L’ ipotesi che i primi abitatori dovettero giungere da oltremare, provenienti dalle terre più vicine del Nord Africa, molto probabilmente arrivando per prima nel territorio di Trapani, è possibile praticamente. Da qui la distanza minima tra la Tunisia e la Sicilia è rappresentata da 140 chilometri di mare ancora oggi attraversato facilmente nella buona stagione dalle popolazioni Nord-africane, e non solo, per sbarcare in Europa.
   Non è improbabile che questo tratto di mare intermedio, che in alcuni punti non supera i 200 m di profondità, fosse diventato asciutto e potesse mettere facilmente in comunicazione l’Africa mediterranea con il continente europeo. Secondo questa ipotesi l’Isola sarebbe stata un punto d’ingresso per popoli migratori, congiungendo l’Europa e l’Africa come una testa di ponte. Quest’ultima ipotesi, che pure ha a suo favore dati quali i ritrovamenti in Sicilia di ossa di mammiferi africani 1, non convince del tutto altri studiosi. La verità è che  lo studio del Paleolitico Inferiore è ancora da approfondire.
   Poiché, però, scientificamente è provato che il Mediterraneo, milioni di anni fa, per la chiusura dello stretto di Gibilterra, si prosciugò gradualmente per l’evaporazione delle sue acque, è facile pensare che l’abbassamento del livello del mare nel Canale di Sicilia determinasse la nascita di un ponte naturale, favorito anche dalla morfologia del fondale 2, attraverso il quale avrebbero viaggiato uomini e animali tra l’Africa settentrionale e la Sicilia.
Note
1.Scheletri di elefanti nani si trovano conservati al Museo Archeologico Paolo Orsi di Siracusa.
2. Nel Canale di Sicilia esiste un fondale marino poco profondo: il Banco Skerki, una secca molto vasta vicino alle coste tunisine, oggi in acque internazionali,  il cui punto più alto arriva a 30 cm. dalla superficie del mare. Chissà che non abbia favorito il passaggio e l’attraversamento del mare! (se non è troppo azzardato pensarlo).


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